CONSERVATORIO “SAN PIETRO A MAJELLA”
Il Conservatorio "San Pietro a Majella" rappresenta il baricentro istituzionale e storico della rassegna. La sua identità complessa è il risultato della convergenza dei tre antichi conservatori napoletani del XVI secolo (Santa Maria di Loreto, Sant’Onofrio a Capuana e Santa Maria della Pietà dei Turchini) nati come strutture assistenziali e, nel corso dell’età moderna, trasformatisi in scuole musicali d’eccellenza aperte a istanze laiche e civili.
Stabilito nel 1826 nell’ex monastero dei Celestini, l’istituto ha seguito le trasformazioni della storia musicale moderna, dalle centralizzazioni napoleoniche all’odierno inquadramento accademico. Oggi si configura con una duplice natura: ente morale autonomo, custode di un patrimonio storico inestimabile, e istituto statale di pubblica istruzione.
All’interno dell’ecosistema napoliGROUND, il Conservatorio opera come un "campo di indagine materiale". L’imponente gravità della sua storia accademica viene messa a disposizione della ricerca contemporanea, trasformando i suoi spazi monumentali in un terreno di prova ideale per far collidere la rigorosa tradizione musicale con le prassi destrutturanti delle arti soniche.
Sala Scarlatti
Inaugurata nel 1925 e ricostruita nel 1996, rappresenta l’ambiente d’elezione per l’offerta formativa e artistica dell’Istituto. Caratterizzata dall’imponente organo Tamburini da 4000 canne, la sala è oggi uno spazio polifunzionale aperto alla sperimentazione e all’integrazione dei linguaggi multimediali. All’interno di napoliGROUND, la Scarlatti ospita le produzioni di maggior rilievo: dal concerto per Babel Table di Jean-François Laporte alla sonorizzazione dal vivo di “Voyage of Time” di Terrence Malick a cura dell’OEOAS.
Sala Martucci
Dedicata a Giuseppe Martucci — già allievo, docente e direttore del Conservatorio, nonché figura chiave del romanticismo strumentale italiano — questa sala è uno spazio accademico polifunzionale. Tradizionalmente adibita a conferenze, lezioni aperte e concerti cameristici, durante la rassegna diventa uno dei centri operativi di SPaMEC, ospitando sessioni di studio e masterclass dedicate alle pratiche compositive elettroacustiche.
Sala Muti
Già foyer della Sala Scarlatti, l’ambiente è stato intitolato nel 2014 a Riccardo Muti, che proprio al Conservatorio di Napoli conseguì il diploma di pianoforte sotto la guida di Vincenzo Vitale. Nella geografia di napoliGROUND, lo spazio ospita l’installazione sonora site-specific Re/Compose, insieme a momenti di confronto teorico e a giornate di studio.
Aula 38 e Aula S2
Insieme alla regia della Sala Scarlatti, queste aule costituiscono il polo di ricerca e produzione del Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali. L’Aula 38, sede storica dei corsi di Musica Elettronica e Tecnico del Suono, è il luogo di sedimentazione della ricerca elettroacustica a Napoli. L’Aula 38 e quella S2 ospitano le Paper Session della conferenza SPaMEC e le masterclass sulle pratiche compositive per strumenti pneumatici.