OPIFICIO PUCA
L’Opificio Puca converte i volumi dell’archeologia industriale casertana in un dispositivo di sperimentazione artistica e di riscatto sociale. Lo spazio è un laboratorio vivo in cui il riuso critico delle architetture dismesse e la produzione indipendente riscrivono la funzione del territorio. In questo polo di innovazione, la memoria storica del lavoro incontra l’avanguardia.
All’interno dell’Opificio, la libertà espressiva si manifesta attraverso la fusione di arti figurative, visive e performative. Durante le giornate di napoliGROUND, questo spazio rappresenta il punto di frizione ideale tra le radici storiche del territorio e le nuove tecnologie, fungendo da catalizzatore per artisti nazionali e internazionali.
La sua natura di "spazio libero" lo rende un partner strategico per il Festival di Arti Intermediali Marginale, consolidando il legame tra la ricerca sonora accademica e le urgenze culturali delle aree extraurbane. Fondatori e curatori dello spazio sono Maria Giovanna Abbate e Francesco Capasso.